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Come superare la paura di investire

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Benvenuti a questa nuova Libertà finanziaria.

Oggi voglio rispondere a una domanda di Francesco che mi ha fatto durante la live di settimana scorsa. Quindi se, non l’avete, è quella in cui parlo dei 10 consigli di Warren Buffett per diventare ricco, e la domanda che mi ha fatto penso sia molto importante. Sicuramente è condivisa da qualcun altro.

Francesco mi chiede: “come faccio a superare la paura di investire in qualcosa che non conosco?

La risposta mi è stata data una ventina d’anni fa da un cardiochirurgo. Stavo facendo un corso di primo soccorso e lui ci stava spiegando come fare a essere tranquillo quando magari si trova in una situazione in cui una persona non sta bene e gli deve prestare aiuto. Gli devo prestare soccorso e magari non sono un esperto.

Come faccio a non avere paura di fare qualcosa di sbagliato?

Lui ci ha raccontato come fa lui che fa operazioni a cuore aperto, quindi con un certo livello di rischio. Se sbaglia qualcosa le conseguenze sono piuttosto importanti. Come fa a non aver paura?

Non aver paura è semplicemente la funzione di diverse cose. Per prima cosa io conosco bene il funzionamento del cuore, cioè ho una conoscenza teorica abbastanza buona di quello che sto andando a fare, del funzionamento di quello che sto cercando, in questo caso, di riparare quindi conoscenza teorica di base. Sola la conoscenza teorica non mi aiuterebbe ad avere meno paura; è un po’ come aver letto un libro sul nuoto e poi buttarsi tranquillamente in acqua in mezzo alla tempesta. La conoscenza teorica ti aiuta ad avere una certa tranquillità nel sapere che sai che cosa stai facendo ma non basta. Cos’altro ti serve? Perché questo chirurgo è tranquillo quando fa le sue operazioni al cuore? Conosco anche molto bene gli strumenti che utilizzerò durante l’operazione, ho familiarità con essi e quindi non vado a improvvisare niente nel momento di un’operazione così delicata. 

Un’altra cosa, oltre alla conoscenza teorica del funzionamento, la conoscenza degli strumenti, ho anche una sequenza chiara in testa molto precisa; quindi so cosa devo fare prima e che cosa devo fare dopo. Cioè so esattamente quali sono tutti i passaggi che mi porteranno dal pre operazione al post operazione; li conosco molto bene non devo fermarmi e pensare. Non devo ricordarmi se una cosa la devo fare prima o una cosa la devo fare dopo, ho una sequenza molto chiara. 

E’ un po’ come fare una torta: se tu devi sbattere le uova, aggiungere zucchero e farina e poi mettere in forno non è la stessa cosa se prima metti tutto in forno e poi, con le uova cotte in forno, cerchi di sbatterle insieme. Non ti viene lo stesso risultato. 

Quindi devi avere una conoscenza molto chiara e molto precisa di che cosa devi fare prima e cosa devi fare dopo. Devi conoscere la sequenza. Sai perché lo stai facendo in quel modo e sai anche che strumento ti servirà in quella precisa fase; l’altra cosa è che sai di che cosa potresti avere bisogno magari di un team. Nel caso dell’operazione lui sa che esattamente che, in quel momento della sequenza c’è un’altra persona che conosce anche lei la sequenza. Nel caso gli passerà lo strumento giusto per fare il prossimo passo e poter fare l’operazione.

Quindi dovrò avere la conoscenza teorica, sapere quello che sto facendo, devo conoscere gli strumenti, devo sapere la ricetta, cioè devo avere una sequenza in testa, e devo avere anche la tranquillità di sapere che sono supportato nel modo corretto in ognuno dei passi che sto facendo. 

Se una cosa può andare storta, so quali sono le eventuali contromisure che posso mettere in piedi in ognuna delle fasi. Non mi preoccupo genericamente che, se va male qualcosa al tizio, muore. Ma se sbaglio qualcosa, se succede qualcosa di imprevisto in questa parte dell’operazione, le cose che posso fare in questo momento sono queste due, non tutte quelle che potrei dover fare. Nella fase successiva può andare storto qualcosa d’altro e ho delle altre contromisure per quella fase e anche lì devo sapere cosa fare.

Sapere che cosa può andare storto e che cosa devo fare se davvero una di queste cose va storta, è una parte importante della sua tranquillità. Nell’eseguire l’operazione l’ultima cosa è l’ho fatto un sacco di volte in simulata e l’ho fatto, ormai, anche un sacco di volte dal vivo e quindi so che lo posso fare e questa è l’ultima cosa che ti dà quella che si chiama Mastery, la padronanza di fare la cosa. L’ho già fatta talmente tante volte che non solo conosco il funzionamento teorico, non solo conosco gli strumenti, non solo ho in testa la ricetta precisa e so cosa può andare male in uno dei punti ed ho tutto il supporto che mi serve. So anche che l’ho già fatto, so anche che sono in grado di fare. Ecco questo è l’ultimo pezzo è quello dove serve un po’ più coraggio, il farlo la prima volta. Però capisci Francesco che è molto diverso farlo per incoscienza che farlo avendo preparato tutto il resto, cioè avendo la conoscenza, avendo capito lo strumento e avendo fatto delle simulazioni. 

Quindi io vedo tante volte dei corsisti che non riescono mai a partire proprio perché hanno questa insicurezza di fondo, che non dovrebbero avere se hanno fatto il percorso. Vedo invece altre volte persone che partono più per incoscienza più che per coraggio. 

Il coraggio, come dice Tony Robbins, non è mai l’assenza di paura ma è il farlo nonostante la paura perché c’è un “perché” abbastanza forte per fartelo fare o c’è una preparazione abbastanza forte che ti convince a farlo e far sì che i rischi che ti vai a prendere non siano esagerati. 

Quindi io non sto raccomandando incoscienza perché è rischiosa, cioè fare delle cose senza aver capito che cosa si sta facendo è una cosa troppo rischiosa e non lo consiglio a nessuno di farlo. Però la vera e propria padronanza in qualcosa la ottieni solo facendo quindi c’è tutta la fase di preparazione che devi affrontare arrivare a fare in maniera abbastanza tranquilla. La paura non ti passerà mai perché, come dice Dean Graziosi, “la crescita è solo dall’altra parte delle tue paure” e dovrai devi essere pronto, se vuoi migliorare, se vuoi arrivare alla prossima versione di te stesso a fare azioni imperfette e scomode. Imperfette perché non riuscirai a farle in maniera perfetta la prima volta che partirai, scomode perché non avendolo mai fatto ti sentirai inadeguato. Fa parte del percorso, è normalissimo che tu ti senta inadeguato. 

Ora chiediti se ti è chiaro tutto il percorso precedente, se hai chiaro lo strumento, se è chiara la ricetta, se hai una comprensione teorica abbastanza buona di quello che stai andando a fare. Se hai tutte queste cose, allora mettiti in un ambiente tranquillo, cioè se devi comprare azioni non comprarne 10.000 ma comprane una. Mettiti in un ambiente in cui puoi testare oppure farlo in simulato se stiamo parlando di corsi di trading e verifica che le cose che hai capito funzionino esattamente come ti aspettavi. Questo è un modo per vincere la paura.

Un altro esempio molto carino che ci ha fatto poi questo cardiochirurgo. Dice: sono  andato a casa di un amico e questo mio amico mi ha chiesto di accendere il fuoco. Io ho paura di accendere il fuoco però lui se n’è andato prima che potessi dirglielo. Perché ho paura di accendere il fuoco? di accendere il camino? perché non l’ho mai fatto, non mi sono mai scottato, non è che ho avuto delle cattive esperienze ma non l’ho mai fatto quindi non so tutti gli strumenti che devo usare, non so quanta legna devo mettere. Non conosco bene gli strumenti, non conosco bene la ricetta. Non so se devo mettere tanta legna prima, poca legna prima e legnetti… quando li devo mettere? non ho ben chiaro il processo e non so usare gli strumenti e mi fa paura non perché sia concettualmente più difficile di quello che riesco a fare ma perché io non ho la padronanza come dell’altra cosa di fare l’operazione a cuore aperto, una cosa ovviamente concettualmente più difficile ma è una cosa per cui io sono preparato. 

Fare una cosa che per qualcuno è banalissima come accendere un caminetto a me mette stress perché non ho la ricetta, non conosco gli strumenti, non ho la preparazione adeguata, non l’ho fatto abbastanza volte banalmente da poterlo fare tranquillamente ogni volta che ce n’è necessità.

Detto questo io ringrazio Francesco per la domanda.

Quale di questi elementi ti manca? Ti manca la conoscenza degli strumenti? La conoscenza teorica proprio di quello che stai andando a fare? o solo magari un po’ di pratica? O magari ti manca qualcuno che ti aiuti a farlo?

Alla prossima pillola.

Lorenz

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